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La 500 A-B-C
Apriamo così la nostra rubrica con la Fiat 500. La
vettura progettata dall’ing. Dante Giocosa vide la sua prima uscita su
strada il 7 ottobre 1934 riscotendo il benestare dei vertici Fiat che
ne iniziò la produzione di serie nel 1936 con il nome di “500” ma fu
subito battezzata con il nome di “Topolino”, nome che la seguì per un
lungo periodo di anni.
Con la cilindrata di soli 569 cc. era la più piccola vettura costruita
in grande serie, il prezzo di ottomila lire era abbastanza contenuto
sia per il tipo di vettura che per il mercato dell’auto.
Le principali caratteristiche tecniche possono così riassumersi
:lunghezza m. 3,215, larghezza m. 1,275, altezza m. 1,377, peso a
vuoto kg. 535, cilindrata 569 cc. con alesaggio/corsa mm. 52/67, 4
cilindri in linea, potenza massima CV 13 a 4.000 giri/min., cambio 4
marce + RM (3^ e 4^ sincronizzate), raffreddamento ad acqua,
pneumatici 4,00 –15, freni idraulici sulle quattro ruote, telaio in
acciaio, velocità massima km/ora 85, consumo 6lt/100 km.
Le sospensioni sono anteriormente a ruote indipendenti,bracci
oscillanti triangolari con balestra trasversale ed ammortizzatori
idraulici.Le sospensioni posteriori nate con assale rigido, mezze
balestre e bracci longitudinali vengono modificate , dopo 45.000
esemplari, con balestre ed ammortizzatori idraulici.
La vettura ebbe un grande successo era la l’auto per tutti, la sua
produzione si prolungò nel tempo essendo stata prodotta fino al 1948
in circa 120.000 esemplari.
Al Salone di Ginevra dello stesso anno la Fiat presentò la nuova
versione della “500” la B, vettura più potente - per quei tempi - di
ben 3 CV, valvole in testa, cilindrata 570 cc., velocità 95 km/ora,
cruscotto modificato, nuova balestra.
A questa versione, al Salone di Torino dello stesso anno, venne
affiancata la versione “500 Giardiniera” con carrozzeria in metallo,
legno e masonite che con i suoi quattro posti diventò la più piccola
“station wagon” per l’uso promiscuo di persone e cose.
Le “500” nelle varie versioni avevano riempito le strade d’Italia e il
tempo cominciava a far pesare gli anni della vetturetta che tanto
aveva dato al mondo automobilistico. Si avvicinava velocemente la
sostituzione cosa che avvenne l’anno successivo con la presentazione
della “500” C”.
La “500 C”, presentata al Salone di Ginevra del 1949 modernizzava la “
500 “, infatti nuova era la carrozzeria con le sue linee squadrate
nella parte anteriore e tondeggiante posteriormente per permettere il
ricovero della ruota di scorta. Per la prima volta venne adottato
dalla Fiat il riscaldamento diretto al parabrezza.
Le caratteristiche tecniche restarono pressoché quelle della versione
precedente anche se va segnalata la nuova testata in alluminio,
l’aumento della potenza a 16,5 CV a 4400 giri/min pneumatici 4.25-15,
velocità 95 km/ora, peso kg. 610, consumo 5 lt/100 km.
Come per le altre versioni vengono immesse sul mercato prima le
versioni “Giardiniera” sempre con carrozzeria in metallo, legno e
masonite e successivamente la “Belvedere” totalmente metallica nella
carrozzeria.
In tutto vengono prodotte circa 380.000 “500 C”, il successo continuò
e fino al 1955 con sole 625.000 lire si poteva acquistare la macchina
che più di ogni altra permise alle famiglie italiane di diventare
automobilisti, di potersi muovere liberamente sia per lavoro che con
la famiglia per le gite domenicali che in quel periodo rappresentavano
il giusto appagamento di una popolazione provata da un difficile dopo
guerra.
La “500 C” lasciava così nel 1955 le catene di montaggio, ma non la
strada dove ancor oggi si fa ammirare, per far posto ad una nuova
auto, ad una auto che segnerà la svolta nella filosofia progettuale
delle piccole cilindrate la “Fiat 600”.
( continua) |
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