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Quando
venne pubblicizzata la prima edizione dell’ ASIAUTOSHOW, svoltasi a
Roma nel 2003, un pensierino di partecipazione sfiorò la nostra mente,
ma lo “stivale” è lungo e la trasferta si presentava pesante.
Le cose non migliorarono con la seconda edizione del 2004, svoltasi a
Brescia, così quando a gennaio 2005 venne presentata a Palermo la
terza edizione pensammo subito ad una nostra partecipazione.
La prima edizione di Roma aveva lo scopo di far conoscere ancora di
più il mondo motoristico d’epoca, la seconda collegata con la
settimana motoristica bresciana orbitava nella città che era stata
teatro della famosa Mille Miglia, con queste premesse non si poteva
mancare a Palermo dove si rinnovava, anche se in forma di passeggiata
turistica, il mito della Targa Florio e della salita al Monte
Pellegrino.
Inviammo le nostre schede di partecipazione e restammo in attesa della
fine di aprile.
Partiti il 22 pomeriggio da Catania via autostrada abbiamo incontrato
tanti amici provenienti da altre città e la sera buona parte dei
siciliani ci siamo ritrovati al San Paolo.
Il 23 di buonora tutti al porto dove era attesa la nave proveniente da
Civitavecchia con il carico delle vetture e dei partecipanti
provenienti dal nord e centro Italia.
E’ stato un afflusso continuo di auto che per oltre due ore hanno
riempito il piazzale appositamente predisposto. Qui gli incontri tra
appassionati, tra vecchi amici e non, i vari commenti, le “benevole”
critiche. Lasciamo immaginare alla fantasia dei lettori un po’ di
tutto quello che avviene in questi casi, ma complessivamente la
giornata si presentava bene ed era l’inizio della “festa”.
Le macchine presenti rappresentavano la più svariata produzione
automobilistica d’epoca, c’era di tutto dalle veteran alle
post-classic. Buona la selezione fatta dagli organizzatori che hanno
così messo sulle strade siciliane un consistente numero di vetture
tutte da ammirare consentendo così la partecipazione dei tanti soci e
club che avevano presentato le domande.
Dopo la verifica degli equipaggi locali, con molto ordine e una buona
organizzazione considerata la presenza di oltre duecento vetture, è
iniziata la partenza delle auto verso le tribune di Cerda punto di
partenza della famosa Targa Florio.
Data l’ora e la notevole circolazione nella zona portuale le auto si
sono mischiate tra il traffico cittadino faticando non poco per
raggiungere l’autostrada dove si sono ritrovate a gruppetti e cosi
dirigersi verso l’uscita della zona industriale di Termini Imprese e
la vicina “Floriopoli”.
Certo, come abbiamo avuto occasione di notiziare in altre occasioni,
la zona meriterebbe più attenzione da parte delle autorità interessate
a qualsiasi titolo perché le tribune ed i box di Cerda rappresentano
un simbolo dell’automobilismo nazionale e forse mondiale in quanto la
Targa Florio era un “mito” assieme ad altri nomi famosi quali Le Mans,
Sebring, Nurburgring, Spa, Monza, Daytona, Baires ed altri su cui per
anni si sono date battaglia le più grandi case automobilistiche in
particolare nelle gare del campionato mondiale marche che si svolsero
negli anni 60/70.
Ma purtroppo il desiderio dei tanti sportivi ed appassionati non
incontra il favore e “l’interesse” dei preposti alla tutela dei
patrimoni motoristici-culturali e così forse un giorno, ci auguriamo
mai, scompariranno le tracce di questi luoghi e nessuno ricorderà la
Targa. Speriamo tanto che resti nel tempo il Museo di Collesano.
Scusate lo sfogo e riprendiamo con le auto che ordinatamente si
incolonnavano verso la zona delle tribune dove era prevista la prima
prova di precisione.
Superata la zona dei box è iniziato il percorso sulle strade della
targa che tra saliscendi, curve e controcurve ci ha portato attraverso
Cerda fino ai 650 m.s.m. di Caltavuturo dove, per una interruzione
causata da una frana, abbiamo lasciato il vecchio tracciato della
Targa per un percorso alternativo, in parte autostradale, che ci
portato a riprendere il percorso originario nei pressi di Scillato
dove era prevista la seconda prova di precisione ma è stata annullata,
così le auto hanno preso la strada verso Collesano altro paese reso
famoso dalla “Targa”.
Eravamo già fuori i tempi programmati ed il “radar” lasciava ancora
una volta il “tracciato Targa” per una bella e veloce arrampicata fino
a quota 850 s.m. verso il Piano Torre Park Hotel dove era prevista la
sosta per il pranzo.
Qui la cucina madonita ha rinfrancato i partecipanti che avevano
percorso ben 140 km, deviazione compresa.
Il pranzo, le chiacchiere ed il buon vino hanno rinvigorito gli ardori
e gli organizzatori hanno ripetutamente invitato i partecipanti a
riprendere la strada del ritorno in quanto oltre agli ottanta
chilometri che ci attendevano erano previste una prova di precisione e
la visita al Museo della Targa Florio di Collesano.
Subito dopo la partenza la prova di precisione su tre pressostati e
dopo dieci chilometri la sosta per la visita al Museo.
All’ingresso del museo un personaggio famoso, la presenza del
sorridente preside volante Ninni Vaccarella vincitore di ben tre Targa
Florio, ci ha riportato subito ai vecchi tempi. e i tanti partecipanti
sono rimasti ad ammirare quelle foto ingiallite e gli abbigliamenti
donati dai vari piloti che testimoniano il coraggio e l’intraprendenza
degli organizzatori e dei partecipanti di quelle “Targhe”. Tanta
emozione ha suscitato la vista di quelle vecchie strade, lo sterrato,
la polvere e i vecchi cimeli gelosamente custoditi per non dire dei
giubbotti del compianto Ignazio Giunti prematuramente scomparso a
Buenos Aires
Lasciata Collesano giù verso Campofelice di Roccella e poi verso il
famoso rettilineo di Bonfornello da dove si è ripresa l’autostrada
verso Palermo ed il porto con la motonave “Superba” che ci ha ospitato
nella notte tra il 23 ed il 24.
La serata si è conclusa con il trasferimento su corriere d’epoca
presso il San Paolo Hotel per la cena ufficiale e dove tra un piatto e
l’altro ci sono stati i vari interventi dei rappresentanti e la
consegna del logo della manifestazione in ricordo della tre giorni
siciliana.
La domenica mattina partenza per piazza Politeama dove tra il numeroso
pubblico presente hanno sfilato le vetture per poi dirigersi verso
monte Pellegrino per la prova a media imposta.
Bella anche questa prova che ha portato i partecipanti a ripercorrere
le strade rese famose dalla leggendaria cronoscalata che negli anni
passati ha visto tanti appassionati cimentarsi su questi tornanti.
La successiva discesa, quando l’orologio aveva già superato le dodici,
ha portato i partecipanti a Mondello nella magnifica struttura del
“vecchio” Charleston dove un pranzo a buffet e la premiazione finale
ha concluso questa terza edizione dell’ASIAUTOSHOW del 2005.
Tre giorni passati allegramente fra amici, conoscenti, appassionati e
non sui dei luoghi che hanno contribuito a rendere famoso
l’automobilismo siciliano.
Alla fine abbiamo così ripreso la strada del ritorno ma l’alternatore
di una delle nostre vetture ha cominciato a fare i capricci. Grazie
all’aiuto di appassionati amici palermitani siamo riusciti a sistemare
una cinghia più corta, una batteria supplementare e con il cuore in
gola per il buio che si avvicinava siamo partiti per Catania dove ci
siamo salutati in attesa di una prossima “trasferta”.
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